5%&fanzi

Nasce come il blog degli appuntamenti a fumetti che vengono realizzati tra Sacile PN e il resto del mondo , e che hanno come artefici: il circuito di autori e appassionati che gravita tra Fiori nel tunnel, Fumeron , il Progetto Farzine e Cicona Fumetto,nel tempo siamo cambiati ,ed abbiamo aggiunto uno sguardo su quello che si muove in giro . ciao Vincenzo Bottecchia

Sunday, May 07, 2017

Galleria

Una galleria di immagini di questi mesi , che ci hanno visto, tra l'altro  gestire dei corsi di avvicinamneto al mondo del fumetto con l'istituto comprensivo di San Fior TV e le scuole di Pianzano, Godega S.U, coinvolti 150 alunni che dalle voci di Paolo Cossi, Giulio De Vita e Giancarlo Tenenti coordinati dal sottoscritto hanno appreso stili e rudimenti del fumetto..se son rose fioriranno!!


Laboratorio di maschere di carnevale , con Tania Giacomello


 Qui siamo all'inaugurazione della Mosra per i 60 anni di Cocco Bill, con Luca Salvagno ed il sottoscritto. La mostra propone, se alcuni avessero ancora dubbi,quello che Luca ha intetizzato bene con “Per me il fumetto è l’arte più spontanea e comprensibile che esista, è un’arte per tutti”.
Qui siamo a Godega Fumetto per il decennale, banchetto di Màcheri e anteprima mondiale di Cloe la fata verde di Paolo Cossi
Aprile e maggio 2017 passeranno alla nostra storia come un'esperienza unica, un evento ogni settimana, senza contare aperture, incontri e vita normale di tutti noi, qui siamo a Villa Frova Con la mostra Il viaggio continua, acquarelli di Lele Vianello.



F
Ecco Paolo e Lele a Godega.
Ricordo solo che il 6 maggio abbiamo presentato
Fumetto a km0
Un incontro, a partire da una graphic novel, per introdurre la potenzialità di creare, anche in montagna, percorsi di sviluppo sostenibile, esperienze di economia solidale e di commercio a chilometri zero.
Sabato 6 maggio 2017 ore 17.30
Presso Archivio del fumetto d'alta quota "Paolo Cossi" ad Andreis (PN)
Programma:
- Introduzione ai Gruppi di acquisto solidale di Caneva e Montereale a cura di Milva Cipolat e Cristina D'Aucnto
- Presentazione della graphic novel "Km0" di Paolo Castaldi. Presenta Vincenzo Bottecchia.
- A seguire spettacolo di musica e disegno dal vivo con Paolo Castaldi e Jan Caberlotto.
- Chiusura con brindisi conviviale, durante il quale l'autore sarà a disposizione del pubblico per dediche sui volumi.
Progetto a cura dell'Associazione Culturale Màcheri, in collaborazione con Comune di Andreis, Parco delle Dolomiti Friulane, Fondazione Friuli.
Il libro: Chilometri zero
Esistono esperienze che vanno oltre i canali ufficiali del mercato, esistono persone che consumano in modo diverso, esistono gruppi di persone che si trovano per essere solidali e critici rispetto all'uso del territorio, esistono competenze e professionalità attente ad una ecologia delle relazioni, esiste un'altra Italia che viene raccontata da Paolo Castaldi con Chilometri zero - Viaggio nell'Italia dell'economia solidale (ed. Becco Giallo). Un viaggio tra esperienze possibili nel nostro paese e l'incontro con tante realtà come: Apprezziamolo di Padova, Tutta farina del nostro sacco di San Marco, Mereto di Tomba (UD), GenuinaGente di Milano, Condominio Ecosol di Fidenza (PR), Scuole SIP di Torre Cajetani (FR), SOS Rosarno di Rosarno (RC) e TerraMatta Lab di Palermo
Sacile 9 maggio 2017 
VB 

Labels: , , , , , , , , ,

Wednesday, December 14, 2016

Narrazioni in forma di nuvole, la piccola storia del fumetto a Sacile, tre!

-->


Il modello Sacile, tra curve, anse e mulinelli, l'arte di far fumetto sulla Iivenza
Dalla montagna ritorniamo alla pianura riprendendo il discorso sull’orizzonte che il territorio disegna sul panorama fumetto.
Una delle difficoltà di Pordenone è di riuscire a costruire una “Scuola pordenonese di fumetto”, sono esistite ed esistono varie ed articolate esperienze, illustrate bene da Paola Bristot in “Parlare di fumetti a Pordenone” (Atti dell’Accademia San Marco 2007), ma nessuna che si caratterizzi come una realtà formativa unica, tale da definire un stile pordenonese.
Siamo ormai alla terza generazione di autori pordenonesi, molti della seconda e terza generazione sono andati a “bottega” da Davide Toffolo piuttosto che da Giancarlo Tenenti, adesso sono i vari: Paolo Cossi, Marco Tonus o Matteo Corazza che accolgono i potenziali nuovi autori.
Viva Comix piuttosto che il circolo Eureka hanno proposto corsi di fumetto, i vari progetti giovani promuovono momenti di formazione nei loro spazi come fa la Casa dello studente, Circolo Culturale Casa Antonio Zanussi.
A mio giudizio, in rapporto alla popolazione della nostra provincia e alla ricchezza dell’offerta culturale, manca un progetto organico che metta insieme come docenti i professionisti pordenonesi e che coordini specifici momenti di formazione nel fumetto, ma questo è un pensiero, un desiderio destinato a rimanere tale.
Un appunto che potrebbe divenire sistema è sicuramente il ruolo che L'archivio del fumetto d'alta quota PAOLO COSSI potrebbe svolgere in una sinergia con PAFF ( https://www.facebook.com/paffpalazzofumetto/?fref=ts), la visionaria idea di Giulio De Vita che non demorde e continua ad immagginare per Pordenone uno spazio per le arti a 360°.

Sacile, Caneva, Prata di Pordenone, Morsano al Tagliamento, San Vito, Casarsa della Delizia, sono stati alcuni dei comuni pordenonesi che attraverso i loro progetti giovani hanno dato spazio al fumetto, permettendo la nascita di esperienze imprenditoriali organizzate e di qualità come quella di visto Fame in prima linea e punto di riferimento per il bacino della bassa pordenonese.
Su un fronte diverso, ma molto importante per l’opportunità del territorio, dei giovani e degli appassionati di incontrare il mondo del fumetto, fu la nascita della prima sagra dedicata al fumetto: Fiumettopoli a Fiume Veneto.
Nei primi anni passarono in questo piccolo comune del pordenonese, personaggi del calibro di Quino, Silver, Cavazzano e tantissimi altri, una formula non sempre azzeccata, che metteva insieme una sagra di paese con il fumetto che faticava sempre a trovare una sua cifra stilistica, la concomitanza con Pordenone Legge non aiutava certo la visibilità e il decollo.
Anche questa esperienza ha avuto i suoi alti e bassi cercando sempre una correzione di rotta a volte facendo prevalere l’aspetto della mostra mercato del fumetto a volte puntando sul mondo dei cos player.
Si è cercato di definire grazie a Safarà, una delle esperienze più attive nel pordenonese come fumetteria, spazio giochi e editoria, una formula diversa che rilanciasse l’evento. Venne coinvolto anche Valentino Sergi, sacilese, appassionato di fumetto, autore di racconti, saggista, giornalista e sceneggiatore, proponendo una formula più centrata sul mondo “puro” delle case editrici e degli autori, ma, come tutte le cose che cambiano format in itinere dopo aver definito una propria identità, il rischio è di non essere capiti e di dover ripartire quasi da zero.
Infatti, siamo arrivati anche alla chiusura dell’esperienza Fiumettopoli, ulteriore conferma che se da un lato il mix con diverse proposte può essere un buon viatico per iniziare un percorso originale nel mondo del fumetto, nel tempo l’esperienza deve darsi una forma di vita autonoma, imprenditoriale e convincente, altrimenti muore.
Questo in breve il panorama di movimento nel primo decennio del 2000, in merito al fumetto nella nostra provincia, Sacile, invece, decide di ritagliarsi in questo fermento uno spazio distintivo legato alla formazione.
Come accennato, si mette insieme la mission dei progetti Giovani che a Sacile trovano spazio fisico al Centro Zanca, con la “fame” di fare fumetto che ha una sua forte valenza in quel momento. Siamo dal punto di vista storico verso la coda del fenomeno “Manga” inteso come espressione totalizzante o comunque prioritaria di un genere che aveva contaminato, giustamente, il mondo del fumetto mondiale.
I Kappa Boys avevano realizzato tra il 1999 e il 2007 una decina di storie autoconclusive dedicate a Lupen terzo, Barbara Canepa, Alessandro Barbucci, Elisabetta Gnone inventano Whitch, nasce Monster Alergy definendo uno stile che contamina il tratto verista occidentale con le intuizioni e i codici stilistici, propri del disegno manga.
A lato ricordo che proprio in una delle edizioni di Fiumettopoli, fu presentato l’omaggio a Lupen terzo, realizzato dai Kappa Boys per Kappa edizioni, che ha visto tra gli autori la pordenonese Sara Colaone.
Tutti i diversi approcci intorno al fumetto sperimentati in giro per la provincia di Pordenone, si riuniscono nel 2003 a Sacile, prende il via il primo corso di fumetto con una quindicina di partecipanti, un corso strutturato su una decina di lezioni che contava sulle docenze di Paolo Cossi, Sara Pavan, Marco Tonus.
Un esperimento di docenza collettiva, in cui si valorizzavano gli stili dei diversi insegnanti e che si poneva un obiettivo importante: rendere visibile il lavoro dei partecipanti.
La forte valenza educativa di questo corso di fumetto, era data dalla progettualità condivisa con gli educatori del Centro giovani del Comune di Sacile, lo Zanca, di proporre un percorso rivolto ad adolescenti che permettesse loro di raccontarsi e raccontare.
Nasce quindi l’idea di raccogliere i lavori in una fanzine sfruttando le competenze di Cossi e Pavan ex autori di Pupak e Tonus degli Aguagnamagnana.
Un’azione pilotata sicuramente, destinata a un gruppo di giovani, già alfabetizzati nelle nuove tecnologie ma ancora capaci di immaginare il fascino della carta.
Autori di un’indagine tra i loro coetanei, i ragazzi scoprono che solo il 5% degli intervistati conosce il significato di fanzine (fans & zine, semplicemente rivista per appassionati) e la sua funzione.
Oltre al corso, all’imparare a fare fumetto, i partecipanti sono invitati a darsi una progettualità condivisa rispetto alla pubblicazione e costituirsi come un vero comitato di redazione.
Nasce così 5%&fanzi, una fanzine che uscirà con scadenza annuale per 6 numeri per poi sparire nelle varie difficoltà, del crescere e diventare grandi, dei ragazzi coinvolti.
La pubblicazione dell’elaborato finale, con la raccolta dei lavori realizzati divenne la prima fanzine, rigorosamente in fotocopia e bianconero, con il coinvolgimento delle attrezzature del centro, il montaggio “artigianale” e la presentazione epocale.. almeno per il gruppo di lavoro, che in pochi mesi si scoprì capace di realizzare qualcosa di proprio ed originale.
Il premio del loro lavoro fu la possibilità di esporre gli elaborati, allestire la mostra e gestirla all’interno dello spazio dei Mulini a Portogruaro, ospiti del Festival Orchestrazione.
Nel piccolo territorio di Sacile il fumetto diventa un “fiume in piena” ed ecco che il liceo Pujatti chiede un corso di fumetto, si organizza la presentazione del libro di Paolo Cossi Modotti e si incomincia a viaggiare: fuori provincia presentazioni a Oderzo (Tv) ed a Bologna del libro Modotti di Paolo Cossi; a casa, in provincia di Pordenone, laboratori di fumetto a Spilimbergo ed Aviano coinvolgendo i docenti del progetto di Sacile che aveva assunto il nome di Farzine, in riferimento al percorso delle autoproduzioni.
Nel contenitore espresso nello Zanca, propongo dei progetti paralleli, dove intendo costruire un modello diverso di scuola di fumetto, incrociando concorsi, corsi e confronto tra giovani e professionisti del fumetto sia regionali che nazionali.
Nascono quindi Matite sulla Livenza e Sacile Quack, mentre continuano i corsi di fumetti rivolti ai più piccoli con la realizzazione di una loro fanzine:China Club.
China Club attinse a un diverso gruppo di formatori quali: Matteo Corazza e Gianluca Macconi che curarono particolarmente il lavoro di avvicinamento al racconto a fumetti con un linguaggio vicino a questa fascia di età.
A questo punto il tutto doveva avere un nome che comprendesse l’insieme dei percorsi presenti ed attivi, visto che continuavano anche dei percorsi di formazione nei diversi istituti scolastici, sorge: “Sacile Fumetto”.
Matite sulla Livenza era un’ex tempore dedicata al fumetto su tavole giganti, l’obiettivo dei partecipanti risaltava la realizzazione di una storia in modo originale e creativo, su tema dato collegato al rapporto tra Sacile e il suo fiume: La Livenza.
Particolarità del concorso viene dalla giuria che ad ogni edizione propose come presidente un autore di fumetti della provincia di Pordenone affiancato da una persona della cultura sacilese.
Con questa formula volli scardinare il concetto di fumetto per specialisti e rimarcare la sua dimensione culturale, infatti il giurato esterno poteva essere un’artista del bronzo, un poeta, uno scrittore, un fotografo, ecc. a cui veniva chiesto di valutare i lavori anche a partire dalla sua cifra espressiva.
Negli anni in cui fu attivo, il concorso ha dimostrato di essere un banco di prova originale, anche se impegnativo; la formula “dal vivo” permette agli autori di lavorare insieme, confrontarsi con gli altri partecipanti e la giuria, per tutta la durata del concorso.
Si aggiunga che veniva offerto dall’organizzazione, La Pro Sacile, un buono pasto o un cestino per il pranzo, in modo che i partecipanti continuassero anche durante la pausa a stare insieme e conoscersi.
Un ultimo dettaglio, non banale, la performance, veniva proposta al’interno della Fiera primaverile degli uccelli, con l’obiettivo di presentare uno sguardo fantasioso, giovane e originale, ad un evento che rappresenta una tradizione per il territorio.
Tra gli autori di fumetto che diedero il loro contributo alla giuria, ricordo Paolo Cossi, Sara Pavan, Marco Tonus, Sara Colaone, Giulio de Vita, Matteo Corazza, Eugenio Belgrado.
I lavori realizzati diventavano mostra che veniva allestita nei giorni successivi al concorso e riproposta nell’arco dell’anno negli spazi dello Zanca.
I partecipanti erano divisi in due categorie: 11/16 anni e 17/30, la provenienza era eterogenea sia locale, regionale e dal Veneto in particolare dalle provincie di Venezia, Treviso e Padova, ad ogni evento partecipavano dai 15 a 20 autori.
Non ho mai parlato della differenza tra maschi o femmine, nel fumetto; nella mia esperienza viaggiando tra mostre, corsi e concorsi ho visto sostanzialmente un equilibrio tra maschi e femmine nella partecipazione ai corsi, una prevalenza femminile nella partecipazione ai concorsi e un sostanziale equilibrio tra quelle persone che hanno deciso di fare del fumetto o del suo corollario, una scelta professionale.
Un dato che sarebbe interessante sviluppare, ma questa non è la sede, è l’identità femminile o maschile e la sua rappresentazione nella produzione a fumetti.
Da lettori, penso che ognuno possa farsi un’idea dello sviluppo del ruolo e delle sue differenze identitarie presenti nei vari generi narrativi nel fumetto.
Ho sempre sostenuto la valenza educativa, di formazione, di approfondimento del fumetto e penso non sia neutra una storia in cui il personaggio principale sia maschio oppure femmina.
E’un dato, il femminile narrato da un autore è diverso da quello raccontato da un’autrice; sensibilità, percezioni, dettagli, costrutti culturali, concorrono a trasferire nella narrazione modelli diversi, costruzioni narrative differenti anche se non penso si possa parlare di un fumetto al femminile o al maschile.
Il mercato rispecchia la sociètà, se il fumetto e uno strumento narrativo, può narrare tutto e di tutto, ma quando racconta la realtà si confronta con quello che la stessa rappresenta.
Riguardo alla dimensione dl mio confrontarmi con il fumetto, ho le mie simpatie o meglio ho le mie narrazioni di formazione che passano attraverso Valentina, Corto Maltese, Tex, Tavors, L’Eternauta e le rimpiante riviste come Corriere dei ragazzi, Il giornalino, Messaggero dei ragazzi, Skorpio, Lancio Story e fermiamoci qui per non scendere nella lacrima facile.
La mia progettazione con l’utenza che preferisco, il mondo giovanile preadolescenziale o adolescenziale, è passata particolarmente attraverso due personaggi: Piera di Davide Toffolo e Corto Maltese di Hugo Pratt.
Due modelli narrativi sia rispetto a una caratterizzazione di personaggio in senso femminile/ maschile, ma anche in una riflessione di adolescenza/adultità…se mai Corto Maltese può definirsi adulto.
Quando Davide propose Piera degli Spiriti mi colpì subito la complessità e nello stesso tempo la leggerezza delle storie presentate, adolescenze di una normalità disarmante, narrazioni di maschere contrapposte a ruoli dei grandi, una lettura puntuale di quel preciso momento ma che considero ancora attuale.
Diversa da Valentina di Crepax o Miele di Manara era la narrazione di un divenire femminile di una normalità sconcertante in cui era facile identificarsi.
Corto Maltese sembra non essere mai stato adolescente, ci prova Paolo Cossi a narrarlo attraverso il suo “alter ego” Hugo Pratt, adulto irresponsabile, eroe e viaggiatore, Indiana Jones e gentiluomo tormentato, insomma un personaggio dentro “Una matura Giovinezza” come lo definì Luca Boschi.
Corto Maltese è una figura di adulto incompleto, ma ricca di fascino proprio per questa sua incapacità di crescere e quindi un perfetto stereotipo per un personaggio a fumetti.
La loro diversità, la particolarità delle storie in cui sono inseriti, l’epoca diversa posizione della loro pubblicazione, mi sono serviti spesso sia come confine, che ad orientarmi attraverso diverse formule di costruzione dei progetti rivolti al mondo giovanile.
Esco da queste divagazioni, che comunque sono funzionali a definire perché il modello Sacile ha avuto determinate caratteristiche, per riprendere la presentazione di un altro filone del progetto Sacile Fumetto.
Sacile Quack, è il terzo tassello del progetto, l’obiettivo era permettere l’incontro tra uno dei grandi autori del fumetto Italiano e i giovani.
Anche in questo caso andammo recuperare una formula vincente: quella della residenzialità; l’idea era quella di permettere ai partecipanti di frequentare una tre giorni di formazione con l’autore, studiando, realizzando e confrontandosi con lui e la sua esperienza.
Il valore aggiunto era la possibilità di condividere full time questo percorso, perché i pasti venivano consumati insieme e su indicazione del Centro Zanca si poteva anche partecipare a degli eventi in zona.
Furono docenti degli autori con diversa formazione e che rappresentano un po’della complessità esistente in Italia nel panorama del fumetto: Giuseppe Palumbo, Massimo Bonfatti, Luca Salvagno, Francesca Follini e Michele Ginevra, Gianluca Costantini, Gabriella Giandelli, Francesco Frongia e Giorgio Trinchero.
Dopo l’iniziale utilizzo degli spazi dello Zanca ci si sposta per la tre giorni alla Country House due fiumi, dove l’accoglienza e la cornice furono sempre di grande aiuto.
Anche su questo andammo ad introdurre un aspetto importante di questo tipo di esperienza; la valorizzazione del territorio, delle sue eccellenze in una logica di sinergia tra pubblico e privato.
La media dei partecipanti fu di 15 persone per edizione, anche in questo caso si creò un percorso di fidelizzazione rispetto al progetto con uno zoccolo fisso di 6/8 iscritti del territorio, ma con partecipazione anche da provincie vicine.
Un elemento che accumuna tutte le proposte di Sacile Fumetto, fu lo sguardo rivolto al collezionismo; infatti per ogni corso e concorso proposto furono realizzati delle stampe a tiratura limitata, di un disegno autografo originale del presidente della giuria o del docente con tema un aspetto storico/paesaggistico del sacilese.
Sacile si trovò così ad avere un portfolio di cartoline inedito e originale.
Questa formula è stata ripresa da altri eventi come a Godega Fumettto.
Sacile fumetto non esiste più come contenitore organizzato, esiste un corso di fumetto all’interno dello Zanca.
Le cause dello stop sono diverse, provo a illustrarle.
La prima e più importante è legata al divenire grandi dei partecipanti al progetto, il muoversi lo spostarsi, l’università, la specializzazione, gli Erasmus, portano i ragazzi a divenire nomadi e a concentrarsi su altro.
Alcuni hanno continuato a produrre, altri si sono persi per strada e fanno qualcosa di diverso.
Non tutti hanno continuato a studiare ma alcuni hanno incominciato a lavorare, sono diventati imprenditori, professionisti, genitori ed il fumetto come produzione, è passato in secondo piano.
Perderli ha significato non avere più il cambio generazionale che potesse mettersi in gioco e divenire formatore di nuovi autori, creando un percorso di continuità.
La seconda motivazione è legata al ruolo dell’ente pubblico, come promotore, molte delle esperienze che si sono chiuse hanno questa caratteristica, il venire meno della motivazione del pubblico a sostenere questo progetto.
Scelta legittima, anche se non condivisibile, quando si viene a perdere una capitale di persone, materiali ed immagine così importante, perché legato allo sviluppo, alla crescita al coinvolgimento attivo dei giovani del territorio.
Ultima annotazione, la riuscita di un percorso rivolto ai giovani si basa su un presupposto di continuità, bisogna credere in quello che si è messo in moto, specie se sta portando risultati significativi.
In tutti i progetti condivisi ho sempre previsto l’assunzione di responsabilità da parte dei giovani partecipanti al progetto.
Assunzione e di responsabilità che significa prendersi carico della gestione degli spazi, dell’inventiva, delle idee, divenire altro dal gruppo di amici o di appassionati, diventare associazione o altro, crescere insomma.
Purtroppo non sono riuscito a vedere questa crescita di gruppo, la passione trasformata in risorsa, la restituzione al territorio del suo investimento.
Sacile 14 dicembre 2016
V.B.

Labels: , , , , , , , , , , ,

Tuesday, September 20, 2016

Nasce Màcheri il primo Centro di Documentazione sul Fumetto del Friuli Venezia Giulia

-->
...nel muoversi tra un modo e un altro di fare fumettto ci siamo accorti che mancava una cosa importante....

Màcheri è un’associazione culturale che vuole valorizzare e promuovere
il territorio attraverso il media del fumetto.
Il percorso che intendiamo proporre, vuole utilizzare quest’arte nelle sue
molteplici accezioni, come occasioni d’incontro, formazione e svago nel rispetto
dell’ambiente, della storia e delle peculiarità dei luoghi. Intendiamo
realizzare uno spazio che permetta alle persone appassionate o semplici
curiosi, di avvicinarsi al mondo del fumetto nel modo più articolato possibile.
Partiamo dalla creazione di un Centro di Documentazione Fumetto, primo
in regione Friuli Venezia Giulia, che si avvale dell’archivio dell’autore Paolo
Cossi utile a tutte le persone che vorranno approfondire per studio o semplice
conoscenza l’arte del fumetto. L’archivio è composto di graphic novel
italiane ed estere, volumi rari, tirature limitate, poster, libri di critica del
settore. Il centro di documentazione andrà allargandosi attraverso donazioni
(editori e privati hanno già dato la loro disponibilità) e acquisti mirati,
con l’obiettivo di garantire una qualità dell’offerta sempre alta.
Cureremo l’aspetto della divulgazione attraverso la realizzazione di mostre,
incontri con gli autori, corsi per bambini, ragazzi, adulti e anche concorsi
in modo di costruire uno spazio che diventi, nel tempo, un preciso punto di
riferimento rispetto a quest’arte. La tipologia di eventi che vorremmo proporre,
passa da mostre permanenti dedicate ai fumetti che presentano il
territorio montano e le Dolomiti, ad eventi tematici come ad esempio corsi
residenziali.
Lo spirito che caratterizza questo progetto è la valorizzazione
della montagna, attraverso la nona arte, in modo rispettoso.
La creazione del Centro di Documentazione porterà persone nello spazio
per studio, lettura di svago o altro. Le mostre saranno occasione di visita e
quindi di offerta culturale e turistica del territorio e del parco. I laboratori
porteranno persone interessate sia nella formula giornaliera sia in quella
residenziale, coinvolgendo indirettamente anche locali pubblici, ristoranti,
strutture alberghiere del territorio.
Non dimentichiamo quanto questo tipo di proposta possa coinvolgere gli
istituti scolastici di ogni ordine e grado, specialmente in questo momento
di difficoltà economiche che possono dirottare le visite di istruzioni in contesti
diversi, più vicini ed appetibili se propositivi di idee originali. In questo
contesto il fumetto, che per antonomasia è un linguaggio giovane e giovanile,
si dimostra un ottimo ponte tra le scolaresche e il territorio delle
Dolomiti Friulane.
Soci fondatori di Ass. Culturale Màcheri:
Paolo Cossi / presidente
Vincenzo Bottecchia, Alessio Cavazza, Andrea Comina, Cristina D’Accunto
 Màcheri
Associazione Culturale
338 75 48 776
associazionemacheri@gmail.com
Località Gai di Molevana 4,
Castelnovo del Friuli (PN)
C. F. 90014310933

Labels: , , , , , , , , ,

Wednesday, September 07, 2016

Narrazioni in forma di nuvole, la piccola storia del fumetto a Sacile, due!


 Tra orizzonti e verticalismi, il fumetto incontra le nuvole
 Da sempre la progettazione con i luoghi dove si fa fumetto, mi è sembrata un’idea vincente; infatti la riflessione iniziata con Fumeron a Maniago e l’attivazione di progetti giovani che coinvolgessero fette di territorio oltre il singolo comune, permise l’avvio di uno degli eventi/laboratorio più interessanti nella proposta culturale del territorio, della montagna pordenonese e del fumetto in particolare.
In quel momento si parlava d’identità del territorio montano, mi sembrò corretto mettere insieme questa ricerca di attualità con l’identità in divenire di nuovi autori e appassionati del mondo del fumetto, immaginandoli come un contenitore turistico e culturale.
La scelta cadde su Andreis, questo piccolo comune delle Dolomiti friulane, la proposta divenne un contenitore/laboratorio di qualità, che permise l’incontro tra amanti del fumetto e autori.
Una sorta di work in progress che giocava su alcuni punti di forza: la giovane età dei docenti, la voglia di fare fumetto, la dimensione di accoglienza e lo stare insieme.
Infatti, scartata l’idea di una scuola di fumetto, si puntò su un percorso residenziale che permetteva di tenere insieme i partecipanti per più giorni, costruendo un percorso formativo efficace, ma nello stesso tempo snello e duttile. Una costruzione che voleva far sentire le persone a loro agio, anche come ospiti, ma che li facilitava nell’apprendimento. Parallelamente non dimenticammo di costruire momenti d’incontro con la realtà locale, in particolare: artisti, poeti, musicisti, esponenti del processo culturale della zona.
Fumetti tra le nuvole, questo il titolo del contenitore, divenne una sinergia con alcune delle realtà attive nel territorio, come il Progetto Giovani, permise una fase iniziale di lancio, promozione, supporto logistico e tecnico molto efficace.
L’immagine di un processo che metteva in moto nuove, in tutti i sensi, risorse ed energie.
Anche la ricerca dei contenuti seguiva un preciso obiettivo: quello di legare comunque il fumetto ad aree tematiche proprie della montagne e di quel contesto, in particolare.
Ecco quindi che inizialmente si pensò di rendere omaggio a una delle figure rappresentative del territorio: il poeta Federico Tavan (1949-2013), mettendolo a contatto con i corsisti, un evento emozionante, molto indicativo dell’umanità della persona.
Su questo i partecipanti lavorarono per la realizzazione di una loro storia.
Questa formula basata sulla definizione di un tema, che prevedesse l’incontro con i testimoni, i rappresentanti, gli autori dell’arte proposta (volta per volta: poesia, musica, cibo), fu il carattere distintivo di questo percorso.
Un connubio interessante, apprezzato da tutti i corsisti che venivano accompagnati a conoscere il territorio, le particolarità, le tradizioni in modo particolare attraverso la testimonianza diretta delle persone che lo rappresentano.
La partecipazione fu la vera sorpresa e la conferma che c’era in quel momento interesse per proposte di questo tipo; i corsisti provenivano da tutta Italia: Sicilia, Lazio, Lombardia, Veneto, Puglia, Toscana; nei primi tre anni si creò un percorso di fidelizzazione al progetto che permise di contare sempre uno zoccolo di una decina di fedelissimi partecipanti.
La condivisione d’intenti che determinò la fase iniziale, permise di sperimentare anche uno stile particolare nelle docenze.
Come detto si scelse di far condurre i corsi ad autori emergenti ma vicini come fascia di età al bacino dei corsisti; puntammo su Aldo Mereu, maniaghese personaggio eclettico che maturò la sua formazione nel fumetto a bottega da Giancarlo Tenenti, Paolo Cossi che in quel periodo stava pubblicando con la Biblioteca dell’Immagine il libro su Mauro Corona e Marco Tonus apprezzato autore in solitaria ma anche come membro degli Auagnamagnagna, splendido esempio di autoproduzione legata al mondo della satira.
Docenze che sapevano orientarsi sui registri dei partecipanti tra il serio e l’ironico, percorso formativo che permise anche nelle edizioni successive di coinvolgere come docente Sara Pacor di Monfalcone, autrice precisa con una chiara formazione grafica.
Punto di forza di questa esperienza triennale fu il mix corretto tra formazione all’arte del fumetto, simpatia dei docenti ed accoglienza del territorio che portò il delegato alle politiche giovanile del comprensorio, Bucco Donatella, ad affermare che: “Questo è un modo nuovo di rapportarsi ai giovani che coinvolge i giovani locali ma anche crea un’offerta turistica “a tema” rivolta al mondo giovanile da sempre restio a venire in montagna. Il risultato raggiunto è senz’altro ragguardevole e dimostra come le iniziative proposte siano valide e in grado di dare le risposte alle aspettative dei giovani”.
Dicevo che questa esperienza si concluse con questo stile e formula, dopo la terza edizione, nuove idee portarono gli organizzatori a rivolgersi ad altri curatori e autori, cambiando il modello che terminò dopo la 5° edizione.
Racconto questi avvenimenti non rispettando la cronologia ma cercando di aggregare le cose fatte per tipologia, credo che una riflessione su un modello Sacile abbia bisogno di capire il corollario per poter apprezzare l’esperienza nel suo insieme.
Non ho difficoltà ad ammettere di aver sempre progettato percorsi sul fumetto che si basassero sulla tradizionale formula espressiva e sul rapporto materico con la sua realizzazione.
Mi spiego: nella proposta di corsi mi sono sempre trovato a immaginare un percorso strutturato che permettesse, in più anni, di accompagnare i partecipanti a formarsi, per poi intraprendere un percorso autonomo nel mondo del fumetto.
Il modello di riferimento è l’esperienza che il grande Michele Ginevra supporta da anni a Cremona con il Centro Fumetto Andrea Pazienza. Il Centro Fumetto Andrea Pazienza ha sede a Cremona in Piazza Giovanni XXIII 1, ed è nato nel 1988 in collaborazione tra il Progetto Giovani del Comune di Cremona e l’Arcicomics, nel 2001 il Centro si è trasformato in Associazione senza fine di lucro ed ha come scopo la valorizzazione e la diffusione del fumetto, gestisce una ricchissima biblioteca di fumetti, pubblica nuovi autori e organizza molte altre attività.

L’idea di costruire più contenitori dove si potesse fare esperienza nel mondo del fumetto mi è sempre apparsa come un’occasione vincente, la convinzione che si dovesse fare fumetto approcciandosi con materiali, carta, matite, gomme, chine, ecc. sono ancora convinto sia un modo corretto di “toccare con mano” questa forma d’espressione.
La convinzione che il rapporto con il territorio, il lavoro in situazioni non usuali, fosse uno chiave di volta per avvicinare le persone al mondo del fumetto, permise di portare Sara Pavan di Pupak a tenere un laboratorio di fumetto alle scuole elementari di una frazione di Sacile, San Odorico, laboratorio terminato con mostra finale rivolta agli altri alunni ed ai genitori.
Siamo nell’anno 2000 sempre all’interno degli spazi offerti dai vari progetti giovani, i fanzinari di Pupak incontrano la comunità di Caneva ed Emanuele Barison incontra i giovani sacilesi al Centro Giovani Zanca con Salvatore Oliva.
Con l’avvento del nuovo millennio, il mondo del fumetto pordenonese esplode, si affermano nuovi autori tra cui, come già detto, Paolo Cossi con la sua prima pubblicazione dedicata a Mauro Corona, con lui vengono realizzate un ciclo di presentazioni particolari in tutto il territorio della provincia.
Ma ritorniamo alla montagna, o meglio alla pedemontana pordenonese, a Fanna prendeva il via uno dei concorsi di fumetti per nuovi autori che per anni rappresentò una delle vetrine più importanti nel panorama dei concorsi a livello nazionale.
“Fiori nel tunnel” nasce come vetrina sulla condizione giovanile, un tentativo di raccontare un modo di stare a partire dal fumetto uscendo dai luoghi “deputati” a raccontare i giovani senza coinvolgerli.
Il concorso rappresenta proprio questo momento, l’occasione di dare spazio e voce ad un modo di raccontare originale con uno strumento sicuramente più efficace di scritti e conferenze.
Ogni concorso cerca di sviluppare un tema che possa appartenere all’universo giovanile: famiglia, amici, diversità con l’obiettivo di fornire un messaggio positivo.
Si voleva valorizzare al massimo la capacità creativa di ogni partecipante e permettergli di essere valutato per la sua competenza e per l’età, per questo si istituirono tre categorie: 14/17, 18/21 e infine 22/25 anni.
Il fumetto racconta e permette di raccontare! Intorno a queste funzioni fondamentali si svilupparono le tematiche delle varie edizioni del concorso.
Già dal primo concorso, “Fiori nel tunnel” il titolo evocava elementi di contraddizione, ci si aspetta che il paesaggio fiorito sia fuori dal tunnel (parafrasando Caparezza), invece nel pensiero degli organizzatori, già nel tunnel è possibile trovare una luce sufficiente a far germogliare dei fiori e quindi il messaggio di speranza che, nelle varie edizioni, è stato ampliamente raccolto e sviluppato dai partecipanti.
Nel secondo concorso “Amati genitori vi odio” ci si è rivolti al contenitore della famiglia nella sua funzione di realtà di sperimentazione di dinamiche affettive, di riconoscimenti di ruoli e conflitti. Anche in questo caso, rispetto alle interpretazioni dei partecipanti, il segmento dei “grandi” non ha sviluppato il tema in modo particolarmente originale, come ci si poteva aspettare; l’ipotesi è che avendo superato il momento conflittuale o avendo fatto delle scelte di vita che li hanno allontanati dalle famiglie (per motivi di studio ad esempio) la dimensione del conflitto sia sopita incanalata, ignorata.
In “AmiCI, amiCHE, amiCHI” il richiamo alla dimensione dell’amicizia è immediato ma mascherato dalla domanda se esiste anche un oggetto d’amore; gli sviluppi in questo caso sono stati simili tra i vari gruppi, anche se la percezione immediata è che nei piccoli fosse presente una linea narrativa esterna alle persone mediata da modelli televisivi quali: format televisivi, clip musicali, reality o soap opera.
“E’strano essere straniero”, il tema della quarta edizione, andava a proporre una riflessione sullo straniero, sul diverso, su forestiero stimolando gli artisti a immedesimarsi nelle condizioni in cui può trovarsi una persona “forestiera”. In questo caso lo sviluppo più banale è stato quello del gruppo dei grandi, ma si deve notare come i piccoli, abituati a confrontarsi col fenomeno di compagni di classe stranieri, pur considerando un dato di normalità, la loro presenza, ancora una volta ipotizzano dei meccanismi di riconoscimento, di accettazione legati al fisico, alla bellezza, al corpo mediati, ancora una volta dalla televisione.
La quinta edizione si confrontò con: “Lasciami stare... Non lasciarmi andare...”, la riflessione sulle dinamiche di scelta, l’allontanamento, la perdita sia nel senso del’uscita di casa che andare a vivere insieme ad altri oppure sulle dinamiche delle famiglie allargate.
I vincitori delle varie edizioni sono divenuti, nel tempo, professionisti in tutti gli aspetti del fumetto sia nel disegno tutoriale, sceneggiatura, editoria, e altro.
Eccoli: La Forgia Roberto, Fortini Simona, Ravelli Alessandro, Paoloni Simone, Garota Davide, Tonus Marco, Pezzedi Maria, Massaro Alessandro, Cozarin Andrea, Crostina Spanò, Dalila di Rienzo, Simona Fortini, Filipppo Riccardo Valsecchi, Laura Braga, Sara Pavan, Chiar Bradellini Zulian, Marina Girardi, Mary Perin, Diego Servegnini, Riccardo Zoppello, Maichele Barazzutti, Edoardo Lombello, Filipppo Valsecchi, Giovanni Di Qual, Catia Mignini, FabioValentini, Renato Riccio, Corsini Giulia, Zanetti Friedl Isaak, Socal Alice, Salgani Pietro, Cabras Marco, Racozzi Massimo, Bellotto Francesca,Eugenio Belgrado, Anna Togni, Flavia Maria Fioranelli, Manola Tatoni, Olga Rosa,Yasmine Nevola, Christopher Possenti, Giulia Bier, Tania Giacomello.
La giuria, sempre di qualità, ha potuto contare nel tempo su diversi presidenti:Giancarlo Alessandrini che ha realizzato l’immagine del concorso, Giorgio Cavazzano, Giuseppe Palumbo, Alessandro D’Osualdo.
Il Comune di Fanna inizialmente credette moltissimo in quest’opera: la partecipazione numerosa, la qualità della partecipazione, la garanzie di professionalità che veniva dalla giuria, fecero si che il Comune catalogasse tutto il materiale e pubblicasse un’antologia dei migliori lavori a cura di Giuseppe Palumbo e del sottoscritto.
La formula particolare del concorso, biennale, che prevedeva un anno la realizzazione del concorso e il successivo la promozione nel territori e con i giovani attraverso mostre ed incontri con gli autori partecipanti, permise una grande visibilità al progetto e facilitò l’avvicinarsi di molti al mondo del fumetto.
Questa visibilità e il lavoro con il territorio permisero sinergie con privati e aziende, che sponsorizzarono il concorso in varie forme.
Un inciso, l’aspetto della mostra, anche se può sembrare scontato, è divenuto una cifra stilistica di qualsiasi laboratorio o concorso che propongo. La tipologia di proposte che attivo, è rivolta a un modo autoriale giovanile, per questo credo non si debba rivolgersi loro solo al tempo del concorso, o del laboratorio, ma bisogni permettere l’incontro degli autori, del loro lavoro, con l’esterno. Solo in questo modo possiamo sdoganare il fumetto da un contenitore parcellizzato, e dargli nuova leggibilità.
La fucina di autori locali che incominciava a proliferare, ci spinse a recuperare il concorso su tavole giganti, proposta in altri tempi a Maniago, e ripresentarlo a Fanna.
Questa performance, prese il nome di Fumettonga e si svolgeva a Fanna in occasione delle festività di San Martino. Ecco quindi che questo piccolo comune della pedemontana pordenonese in pochi anni divenne uno dei luoghi deputati a incontrare i nuovi autori di fumetto che si sfidavano in modo particolare e giudicati da esperti locali.
Anche Fanna dal 2010 chiude la propria esperienza, da quel momento tutti gli eventi formativi, legati al fumetto nella montagna pordenonese, sono stati gestiti da alcuni autori in collaborazione con Pro Loco e alcune amministrazioni comunali interessate a valorizzare gli artisti che risiedevano sul loro territorio, fino a scemare del tutto.
Sopravvivono esperienze e laboratori che coinvolgono bambini e sono più a legati all’illustrazione.
Un ritorno estemporaneo è stato e il concorso di fumetti Lame d’autore sul filo del fumetto: “Lame e dame”, che si proponeva di aprire un filone pordenonese del noir comics, fornendo anche una diversa chiave di lettura del mondo del coltello e dell’arte fabbrile propria di Maniago. Esperienza gestita in collaborazione con uno studio grafico, senza coinvolgimento di enti pubblici, permise di ritrovare al Friuli una grande autrice come Maria Teresa Stella di Udine, che vinse il concorso.
I lavori presentati, di ottima qualità, proposero intuizioni originalissime e con una chiave di lettura molto femminile sui mondi del “giallo”.
Come spesso accade, le proposte originali si arenano sulle difficoltà economiche e questa esperienza fu cassata. A Maniago e Montereale Valcellina si continuano ancora oggi ad organizzare incontri con autori e presentazioni di libri a fumetti grazie all’attenzione di associazioni culturali, amministrazioni comunali e di spazi espositivi attenti a quest’arte.
V.B.(Fine seconda parte)

Labels: , , , , , , , , , , , ,